Esce con l’indulto, ruba negli spogliatoi

Posted in Ladri on Ottobre 19, 2006 by verderame

Un pregiudicato romano di 36 anni che da soli due mesi era tornato in libertà dopo aver beneficiato della legge sull’indulto, è stato nuovamente arrestato dai carabinieri della Compagnia Roma Montesacro.

L’uomo è stato sorpreso all’interno dello spogliatoio maschile di una palestra del quartiere Talenti mentre rubava denaro contante ed effetti personali custoditi all’interno degli armadietti.

A chiamare il 112, il personale della palestra insospettito dalla presenza del malvivente notato aggirarsi all’interno della struttura. Al momento dell’arresto il 36enne è stato trovato in possesso di circa 2000 euro in denaro contante e di un cacciavite utilizzato per forzare le serrature degli armadietti. L’uomo dovrà ora rispondere del reato di furto aggravato.

http://www.ilgiornale.it/

Libero con l’indulto, uccide per un’auto

Posted in Assassini, Ladri on Ottobre 16, 2006 by verderame

Era libero grazie all’indulto il criminale slavo che ha ucciso a Napoli un giovane commerciante nel tentativo di rubargli l’auto.

Il fatto è successo il 5 ottobre scorso a Saviano ma la vittima, Antonio Pizza, 28 anni, sposato e padre di un bimbo nato pochi mesi fa, è morto ieri dopo giorni di agonia. La vittima aveva cercato di resistere al malvivente, aggrappandosi allo sportello del suo veicolo, ma è stato trascinato per centinaia di metri. Il rapinatore, arrestato dai carabinieri, era stato scarcerato solo pochi giorni prima.

L’Albania lo tiene in cella ma per l’Italia è libero

Posted in Droga on Ottobre 14, 2006 by verderame

«Continuando a trattenere in carcere il mio assistito l’autorità giudiziaria albanese sta violando il sacrosanto diritto alla libertà. Se la detenzione non sarà revocata subito, valuterò se fare ricorso al Tribunale per i diritti dell’uomo».

Va giù duro l’avvocato barese Adele Claudio, difensore di Gezim Salillari, il quarantenne di Durazzo detenuto da cinque mesi in Albania per fatti di droga su richiesta della magistratura barese, che però lo ha scarcerato tre settimane fa per effetto dell’indulto.

Salillari è un personaggio molto noto in Albania: è proprietario di un lussuoso ristorante costruito nella più esclusiva zona residenziale di Durazzo, a pochi metri dalla villa del primo ministro, ed è conosciuto, oltre che per le sue ricchezze, per le importanti amicizie di cui gode nel mondo della politica. Benchè fosse ricercato dal febbraio 2001 in campo internazionale, ha vissuto in Albania in piena libertà fino all’aprile scorso, quando fu arrestato assieme ad altri due presunti trafficanti di droga, il presunto boss dei boss della droga Artur Vaqo e a Ilir Sukaj. I tre furono catturati in esecuzione di un ordine d’arresto della magistratura barese.

La notizia del loro fermo scatenò un vero e proprio scontro istituzionale. Il pg Theodhori Sollaku (da tempo sotto accusa da parte del governo di Sali Berisha che ha chiesto al presidente della Repubblica la sua rimozione), dichiarò in tv che i tre erano stati fermati senza un mandato di arresto. La procura presso la corte d’assise smentì, sostenendo che il fermo era invece avvenuto in base ad una richiesta internazionale. Il ministero della giustizia, a sua volta, attaccò il procuratore Sollaku, sostenendo che una richiesta di arresto giunta a gennaio attraverso il ministero della giustizia italiano, era stata respinta dalla procura generale di Tirana.

Un groviglio politico e procedurale che vede al centro l’accordo giudiziario fra Italia e Albania in vigore ormai da alcuni anni e che pur non prevedendo l’estradizione, consente alle autorità albanesi di arrestare e processare in patria albanesi incriminati in Italia, utilizzando le prove raccolte dalle procure italiane. Tuttavia, così come fa notare la difesa di Salillari, questi è stato già giudicato in Italia con sentenza irrevocabile ed è stato rimesso in libertà dalle autorità italiane un mese fa per effetto dell’indulto, scarcerazione a cui però non dà seguito l’autorità giudiziaria albanese.

Droga, arrestato il primo uscito con l’indulto

Posted in Droga on Ottobre 13, 2006 by verderame

Ieri pomeriggio, gli agenti della sezione antidroga del Commissariato matuziano, coordinati dal Commissario Egidio Romanelli, hanno sorpreso in flagranza di reato un tunisino di 31 anni, Mohammed Hasen, mentre stava cedendo 5 grammi ancora in pietra (dal quale si potevano ricavare 20 dosi) di eroina, ad una coppia di francesi. Il magrebino ha cercato di fuggire a bordo di uno scooter, ma è stato prontamente bloccato ed arrestato.

Addosso aveva 3.000 euro in banconote, un accendino d’oro ed una collana, probabili pagamenti di altre dosi da tossicodipendenti. Particolare curioso e notevolmente preoccupante, il 31enne arrestato ieri è stato il primo, in ordine cronologico, ad essere stato scarcerato da Valle Armea, grazie all’indulto. Ora è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Verrà processato e rinchiuso nuovamente in cella.

Indulto per chi ha ammazzato due bambini

Posted in Assassini, Reati su Minori on Ottobre 13, 2006 by verderame

La Procura Generale di Perugia non ricorrerà in cassazione per quanto riguarda la sentenza dalla Corte d’assise d’appello del capoluogo umbro, che ha concesso grazie all’indulto, lo sconto pena di tre anni a Luigi Chiatti. La motivazione adottata dalla Corte d’assise d’appello nell’applicare lo sconto di pena al cosiddetto ”mostro di Foligno” è stata infatti ritenuta tecnicamente corretta sotto il profilo giuridico dall’Ufficio guidato da Giancarlo Armati.

La decisione di non impugnare il provvedimento e’ stata presa dalla procura generale dopo avere vagliato a lungo e con attenzione il provvedimento. Una decisione, come appreso questa mattina in Procura, alla quale i magistrati sono arrivati dopo aver vagliato attentamente e a lungo le motivazioni fornite dalla Corte. Motivazioni ritenute dalla procura Generale, guidata da Giancarlo Armati, dal punto di vista tecnico e giuridico corrette anche se dal punto di vista sostanziale possono suscitare delle perplessità.

Luigi Chiatti venne condannato a 30 anni di reclusione dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Perugia che gli riconobbero la seminfermità di mente. In particolare l’omicidio di Simone Allegretti, di 4 anni, fu sanzionato con 22 anni di carcere e all’imputato fu contestata l’aggravante dei «vecchi» atti di libidine violenta. Altri otto anni gli vennero inflitti «in continuazione» per l’omicidio di Lorenzo Paolucci, di13 anni, e per altri reati satellite tra cui il sequestro di persona e occultamento di cadavere.

Secondo quanto scrivono i giudici della corte d’assise d’appello di Perugia (presidente Salvatore Emanuele Medoro, consigliere relatore Silvio Magrini Alunno) nelle motivazioni dell’ordinanza, Luigi Chiatti può beneficiare dell’indulto «per tutti i reati satellite (omicidio Paolucci, sequestro di persona ed occultamento di cadavere) per i quali ha riportato un aumento di pena di 8 anni di reclusione, posto che nessuno di tali reati è ricompreso tra gli esclusi dal beneficio».

Secondo la Corte, inoltre, l’omicidio volontario aggravato commesso da Chiatti nei confronti del piccolo Simone Allegretti, «costituisce un reato complesso, composto da un delitto base (l’omicidio volontario) compreso nel decreto di clemenza e, come circostanza aggravante, dal delitto di atti di libidine violenti, escluso dal medesimo decreto». Non sarebbe sostenibile quindi, un’interpretazione secondo la quale il reato sessuale esclude l’applicazione dell’indulto anche quando esso costituisce mera circostanza aggravante, perchè la legge 241 (indulto), pur prevedendo espressamente quali circostanze aggravanti, se ricorrenti, escludono l’applicazione del provvedimento, non vi esclude nessun reato sessuale«.

La Procura Generale di Perugia, in merito a questo ultimo punto, avrebbe vagliato in queste ore anche la possibilità di appellarsi alla Corte Costituzionale. Una decisione però messa da parte poichè il ricorso rimarrebbe comunque privo di rilevanza per quanto attiene la concessione dell’indulto a Chiatti che ne potrebbe comunque beneficiare in relazione all’omicidio di Lorenzo Paolucci e gli altri reati satelliti.

Sondrio: uccise moglie 6 anni fa, è libero

Posted in Assassini, Uxoricidi on Ottobre 13, 2006 by verderame

Nel gennaio di 6 anni fa uccise con diverse coltellate la moglie Sonia Di Gregorio, 21 anni, che da pochi giorni aveva avviato le pratiche di separazione dal marito.

Un omicidio commesso davanti agli occhi della figlioletta di soli 3 anni.

Oggi l’assassino, Francesco Gussoni, grazie all’indulto, ha lasciato il carcere di Biella: indignati i famigliari della giovane vittima.

Ricettatori fortunati

Posted in Delinquenti on Ottobre 13, 2006 by verderame

Il pm chiede otto anni, il giudice li assolve dal riciclaggio e li condanna a due per ricettazione, ma per effetto dell’indulto escono liberi dall’aula di tribunale.

E’ andata decisamente bene ieri mattina a due cittadini rumeni di 20 e 21 anni – B.A. e R.A.S. le iniziali – arrestati a febbraio scorso dalla Stradale, nei pressi di Fabro, perché sorpresi a bordo di una Ford Escort rubata e con una carta di circolazione falsificata. I due, dopo aver scontato interamente in carcere la custodia cautelare, ieri mattina sono stati accompagnati dalla polizia penitenziaria davanti al collegio presieduto dal giudice Federico Bonato che, al termine dell’udienza, ha riconsegnato loro la libertà.

I giudici, infatti, non hanno riconosciuto l’ipotesi di reato del riciclaggio ed hanno emesso una sentenza di condanna per la ricettazione compensata, però, dall’applicazione dell’indulto. I giovani – assistiti ieri in aula dall’avvocato Virginia Romoli – erano stati fermati dalla polizia stradale di Orvieto, i primi di febbraio, al termine di un rocambolesco inseguimento sull’A1. La notizia ebbe un certo risalto in quanto i ragazzi erano stati scarcerati neanche 24 ore prima per reati del tutto simili.

Uscito per l’indulto svaligia un ristorante

Posted in Ladri on Ottobre 12, 2006 by verderame

Era uscito dal carcere nei giorni scorsi grazie agli effetti dell’indulto. Ma vi ha già fatto ritorno: i carabinieri, infatti, lo hanno arrestato quando aveva appena finito di svaligiare un ristorante del centro di Alassio, il famosissimo comune in provincia di Savona, noto per il muretto sul quale hanno posato alcune delle bellezze italiane.

In manette è finito C. V. trentaduenne lecchese, arrestato dai militari insieme a un complice di origine sarda. I due si trovano ora nella casa circondariale di Savona, il Sant’Agostino, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Entrambi sono già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici ed entrambi avevano goduto dei benefici di legge del recente indulto.

Gli accertamenti dei carabinieri savonesi, comunque, sono ancora in corso. C’è il sospetto, infatti, che i due arrestati abbiano potuto commettere anche altri colpi analoghi ad Alassio e nei paesi vicini. Negli ultimi tempi, infatti, sono stati molti i bar e i ristoranti «visitati» dai ladri nella Riviera Ligure, che devono spesso accontentarsi di pochi spiccioli.

Arrestato pregiudicato a bordo di un’auto rubata

Posted in Delinquenti on Ottobre 12, 2006 by verderame

Nella nottata di ieri, i carabinieri di Soriano nel Cimino hanno arrestato S.C., 50enne pregiudicato romano, da poco scarcerato grazie all’indulto, sorpreso ad aggirarsi per le vie del paese a bordo di un’autovettura rubata a Roma alla fine di settembre.

S.C. ha inizialmente fornito false generalità ma e stato identificato grazie alla comparazione delle impronte digitali che hanno consentito di accertare come fosse, oltretutto, sottoposto alla sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nella capitale.