Unipol, Consorte condannato ma scatta lo scudo dell’indulto
È la prima condanna per i «furbetti del quartierino». Una sentenza che vale più sul piano del principio che in concreto, come dimostrano i numeri: 6 mesi di carcere, neutralizzati dal paracadute della condizionale e dall’indulto, e 100mila euro di multa per gli ex signori di Unipol Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti e per il finanziere bresciano Chicco Gnutti. In questo filone, il trio era accusato di insider trading, poca cosa rispetto alle contestazioni avanzate per le tentate scalate bancarie dell’estate 2005.
In buona sostanza l’ex presidente di Unipol e il suo vice avrebbero sfruttato a proprio vantaggio proprio una notizia uscita dagli uffici del colosso assicurativo bolognese: Unipol si apprestava a rimborsare in anticipo, nel 2002 e non nel biennio 2005-2006, due prestiti obbligazionari.
A quel punto la coppia di vertice avrebbe comprato direttamente e fatto acquistare a terzi, fra cui Gnutti, bond per un valore di 100 milioni di euro. Dunque, si sarebbe trattato di un rastrellamento di titoli a colpo sicuro.